E’ andata più o meno così

Colonna sonora per questo flusso di coscienza: In Utero, Nirvana

Estate 2001. Credo giugno o forse luglio. Ho 14 anni, passo le mie giornate a fare il cretino con gli amici di paese. Ho appena sostenuto l’esame di terza media dove mi hanno fatto una domanda sul G8. Lo ricorderò per sempre. La domanda sul G8. La stessa estate, più avanti, commenterò con i miei amici Umberto e Nicola l’11 settembre mentre fumiamo le sigarette di nascosto in una stradina di campagna, poco lontana dal campo sportivo.

E’ curioso il fatto che io abbia comprato casa proprio lì poco fa. Insomma uno gira come un pazzo a cercar se stesso e si trova esattamente dove è partito. Anche qui (vedi mio delirio precedente) non so se è più una vittoria o una sconfitta. Mi piace pensare che sono semplicemente legato al territorio. Con un certo tipo di tipa parlare di radici funziona, quindi bene così.

Tra i miei passatempi di quattordicenne c’è suonare il basso. Imparo le prime cose da Tiziano che è già bravino e a sua volta lui va da un altro ancora più bravo e così fino ad arrivare a Flea !

Smanetto già con il computer: ho un PC con sistema operativo windows 95, gioco a FIFA 97 dove c’è Alessandro Del Piero Togon e frequento una chat di Msn con il nickname Krist Novoselic (mi piacevano i Nirvana e suonavo il basso, w i clichè) dove mi affeziono a una tipa (si chiamava Drusilla) che si voleva ammazzare e a un tizio con cui dicevo parolacce facendomi così espellere dai moderatori delle chat room (avevano il martello, comandavano loro).

Ridendo e scherzando scopro che quel tizio si chiama Andrea e vive nel paese accanto al mio. Incredibile vero? Chat internazionale e becco uno di Canale. Suona la chitarra, una Squier Stratocaster bianca con la A di Anarchia e altri adesivi improbabili, un cavo come quelli del telefono e un amplificatore minuscolo. Io ho un vicino di casa che suona la batteria e dico “wow! C’è puzza di band“. Così ci becchiamo nel mio garage e fa tutto tremendamente schifo. Andrea era già bravino e con i power chords faceva di tutto. Dopo le prove sparisce. Comprensibile.

Settembre. Inizia la scuola nella “city” (Alba) che per noi dei paesini era già una bella svolta. Prendere il pullman al mattino ti dava quel senso di indipendenza (coincide con l’inizio dei guai) che ti faceva sentire più grande. Anche le minacce e le botte dei bulli nel deposito non erano male. Per una serie di vicissitudini mi ritrovo a fare il liceo scientifico.

Incontro così di nuovo Andrea davanti a un posto dove la pizza è di gomma ma costa poco e c’è figa (le scuole magistrali erano proprio lì), insieme al suo grande amico storico Edoardo, che si veste con i pantaloni larghi, ha i capelli colorati e piercing al labbro. E’ roba forte per me. Hanno due anni in più che sono tanti a quell’età. Andrea suona anche la batteria e quindi organizziamo le prime prove: io al basso, Edo alla chitarra e voce e Andrea alla batteria. Arrivo in moto preso bene alla sala prove del comune di Canale. Attacco il basso e non funziona. Smonto e me ne vado. E’ così che ho scoperto che esistono i bassi attivi (hanno la pila dentro) e io ne avevo uno.

Iniziamo a fare i primi concerti in tre facendo cover punk (Green Day, Rancid, Nofx, Sex Pistols) e ben presto io (che son sempre stato una puttana da questo punto di vista) inizio a suonare con altra gente dove la deriva è più “emo” (No Use For A Name, Lagwagon) e conosco Federico. Non sapevo suonare un cazzo e avevo già due band. Incredibile!

Molto presto Federico sceglie il disagio e viene a fare il batterista a Canale (che in quegli anni era tra le città più pericolose in Italia per rapporto abitanti/criminalità) dando ad Andrea la possibilità finalmente di suonare la chitarra (e ne vale davvero la pena). L’altro gruppo che avevamo insieme io e Federico muore miseramente. Il primo live lo facciamo al Petit Paris, il night dei miei (ma di questo ti parlerò più avanti), al compleanno di mia sorella.

Sono nati i Fuh. Da qui in avanti la musica diventa un affare serio. Fottutamente serio. Troppo serio. Talmente serio da mandare in vacca tutto il resto.