La Ragione Delle Cose

Un mio professore del liceo diceva che il capo e la coda sono sempre le parti più difficili in un testo e devo dire che oltre ad aver ragione, posso serenamente applicare la regola su quasi tutto.

Ci sono molte cose che mi riguardano e che credo valga la pena raccontare. Lo dico perché quando questo accade (quasi sempre non per mia volontà) noto un certo interesse, che spesso si tramuta in un “dovresti scrivere un libro“. Ecco un libro no, ma un blog sì. O meglio: perché no?

E’ importante chiarire che questo desiderio appartiene sempre a persone appena conosciute perché si sa, oggi è svanita la voglia di approfondire. Anche io mi comporto così. Non sentirti in colpa. Fottesega <3

Si tratta di storie che riguardano la mia famiglia, la mia vita stessa con i suoi scivoloni, i suoi miseri highlights e pensieri sconnessi. Stai pensando che sono egocentrico e in effetti è così. Non pensavo di essere una persona egocentrica fino a quando un mio vecchio amico mi ha giustamente fatto notare che ho messo la mia faccia come copertina di un album per ben due volte, facendomi prima dipingere come Rose In Titanic – ma per fortuna dalle spalle in su (opera di Pierpaolo Viberti) – e poi diventando un’illustrazione (una bella cosa firmata Francesco Lopomo) tipo fumetto dove il protagonista è un figo. Il prossimo passo è il santino da mettere vicino alla Madonnina con l’acqua di Lourdes.

La Ragione Delle Cose è il titolo di un brano scritto da poco e che dovrebbe uscire a inizio 2021 come inedito in una compilation con un sacco di gente molto più importante di me. Quasi tutti in realtà. In effetti proprio tutti ora che ci penso bene. E’ merito del mio amico Carmelo se ne faccio parte. Ma di lui ti parlerò più avanti.

Si raccontano sempre le storie di personaggi vincenti o drammaticamente sconfitti. Nei libri e nei film funzionano bene entrambi. Soprattutto se chi vince è uno sfigato clamoroso. Io mi commuovo sempre quando romanzano la storia di qualcuno che “ce l’ha fatta”. Il riscatto dei vinti mi esalta.

Ma quelli che perdono così e così? Ecco io nella vita ho sempre pareggiato. Da 33 anni non sblocco il risultato: recupero quando subisco e non ho nemmeno il tempo di esultare quando faccio un goal che l’avversario, la vita se vogliamo fare i profondi, recupera lo svantaggio.

Mi hanno insegnato a sentirmi fortunato e mi sono reso conto che in realtà “ok, ma poteva anche andarmi meglio”, solo dopo i 30 anni, quando ti confronti seriamente con le gerarchie invisibili del successo nella vita e del tuo ruolo al mondo. Se vuoi averne uno.

Ti stai chiedendo se sono frustrato? Beh! Chiaro! Come tutti. E comunque molto meno di chi questo genere di pensieri li scrive su Facebook, per intenderci.

Questo pezzo è una dichiarazione di intenti: quello che farò qui su questa “pagina webbe” è raccontare e raccontarmi. Fingere che il backend di WordPress sia un diario segreto che lascio appositamente sul comodino perché qualcuno lo legga.

Se questo qualcuno sei tu, forse stiamo per diventare amici.